Devi ristrutturare il tetto di casa tua?

É FACILE RISTRUTTURARE IL TETTO SE SAI COME FARLO

Il primo libro in Italia dedicato completamente alla ristrutturazione
del tetto che ti farà risparmiare tempo e denaro

Come “è facile ristrutturare il tetto” può aiutarmi?

Ristrutturare il tetto di casa è uno dei lavori più delicati e importanti per la tua abitazione. Ho deciso di scrivere questo libro per fare chiarezza una volta per tutte. “E’ facile ristrutturare il tetto se sai come farlo” è la prima guida interamente dedicata alla ristrutturazione del tetto.

Leggendo il libro imparerai:

  • I tre problemi che si nascondono dietro la ristrutturazione del tetto.

  • Come scegliere la ditta giusta.

  • Come evitare l’aumento dei costi imprevisti.

  • Come evitare i ritardi in cantiere grazie alla strategia giusta.

 

Chi è Denis Torcutti

Mi chiamo Denis Torcutti e nel 2009, complice la grossa crisi che ha attanagliato l’ edilizia, mi sono ritrovato con l azienda di famiglia chiusa e senza un lavoro.

Ho dovuto ripartire da zero, e con molto sacrificio sono riuscito a creare un azienda che, ad oggi, ha ristrutturato centinaia di coperture in tutto il Friuli Venezia Giulia.

Restando a contatto con le persone e maturando esperienza ho capito che nel mio settore c’era un gap di informazioni che doveva essere colmato.

Ad oggi la mia azienda ha dieci collaboratori e ristruttura più di 24 tetti l’anno.

Il tetto ci protegge dal caldo, dal freddo e dalle intemperie. Non farti fregare. Acquista subito “E’ facile ristrutturare il tetto se sai come farlo”.

Leggi gratis l’anteprima del libro 

Leggi l’anteprima

► Da zero a dieci

► Perchè rifare il tetto

► Scanner della ditta

Da zero a dieci:

Monteprato di Nimis, una frazione di pedemontana friulana, è piccolo
borgo in provincia di Udine conosciuto solamente perché, ogni
anno e sempre negli stessi due giorni, si celebra la “Festa degli Uomini”.
Esclusi questi due giorni, il paese torna a essere il piccolo borgo
sconosciuto, dove i pochi giovani partono presto al mattino per andare
a lavoro e i molti vecchi rimangono indaffarati nelle loro attività
giornaliere (orto, pulizie, caffè fra vicini).
Per un giovane ragazzino ritengo sia, tuttora, il miglior posto dove
crescere: aria aperta, paese dove tutti conoscono tutti e nessun estraneo che entra in paese. In tutto ciò, per come la vedo io si trova quel
senso di libertà che le città non può dare. Un piccolo paese ti consente
di vivere mille esperienze: le passeggiate nei prati, le mucche al
pascolo, le corse con gli amici, quelle esperienze che oggi vengono a
volte un po’ dimenticate, e che i bambini spesso non conoscono. Che
profumo ha l’erba nei prati? E il bosco, che cosa significa sentire il
verso degli animali in libertà? Mi sembra di raccontare storie vecchie
di un secolo, ma in realtà sto raccontando quella che era la mia vita
da bambino, quando avevo sei anni, e quindi solamente trent’anni fa.
Sia per me, che per i miei amici, le giornate passavano con ritmi pressoché
identici ogni giorno: sveglia, scuola, rientro a casa, pranzo,
compiti (con parecchie difficoltà da parte della nonna a tenerci sotto
controllo) e via a correre con gli altri bambini girovagando per il paese
con sempre mille cose diverse da fare, che fossero semplicemente
una partita a calcio piuttosto che costruire una casetta sull’albero o,
ancora, andare a bagnarci d’estate nelle vecchie fontane del paese.
Questa libertà mi ha sicuramente dato, fra le altre cose, la capacità di
prendere decisioni e di dovermela cavare da solo: gli adulti e i miei
genitori lavoravano e i nonni dovevano badare a noi. Il che, tradotto
nella lingua di venticinque anni fa, voleva dire che dovevamo arrangiarci.
Si lo so, i tempi sono davvero cambiati… se fai una cosa del
genere adesso ti denunciano per abbandono di minore. Erano altri
anni, e ogni paragone ormai non regge più.
Questa esperienza di vita da bambino spensierato che riusciva a passare
il tempo senza videogiochi finì quando, per esigenze di lavoro,
i miei genitori decisero di trasferirsi più vicino alle comodità, scendendo
dalla montagna e andando verso la città. Pur vivendo in una
bella casa, con un giardino molto grande, i tempi erano già enormemente
cambiati: “Non parlare con gli sconosciuti, non allontanarti,
stai buono, studia, bada a tuo fratello…” erano le parole che sentivo più frequentemente… altroché se il mondo era cambiato. Si stava
aprendo una nuova epoca: le scuole medie, nuovi amici, provare le
attività sportive più diverse per capire cosa poteva piacermi. Fu proprio
in quegli anni che la mia vita prese la seconda grande svolta, che
mi stravolse sicuramente la vita da giovane ragazzo: dopo il trasferimento
dalla mia amata montagna alla città dovetti affrontare anche
la separazione dei miei genitori. Non è stata una separazione facile, e
come ho letto negli anni a venire, è stata una separazione da manuale
in cui le colpe dei genitori furono riversate sui figli.
Non mi piace parlarne, quindi racconterò solamente alcuni piccoli
passaggi: i miei genitori si separarono andando a vivere in case diverse,
con infinte cause legali per l’affidamento dei figli e utilizzando
ogni mezzo per cercare di far valere ognuno le proprie ragioni. Vi lascio
indovinare chi furono gli unici a guadarci (voglio dare un indizio:
sono due professionisti e, pur lavorando per parti avverse, vinsero
entrambi) e chi furono sicuramente gli unici a rimetterci.
Dopo più di vent’anni da quello strano periodo, oggi i miei genitori
riescono di nuovo a parlarsi e a sedersi assieme allo stesso tavolo, seppur
ancora con qualche battutina fuori luogo e lanciandosi qualche
occhiataccia. Posso garantirvi che è un gran risultato.

Perchè rifare il tetto:

Nessuno crede che si possa aprire un’azienda specializzata solamente
nel rifacimento di tetti, perché l’abitudine e la conoscenza del settore
edile delle persone porta a pensare che solamente un’impresa possa
gestire un lavoro così complesso.
Cosa avremo inventato noi di così rivoluzionario per poterci permettere
di scalzare dalla mente delle persone dei processi decisionali così
affermati, e averli portati a scegliere noi invece che gli altri?
Posso rispondere a questa domanda con veramente poche parole,
semplici, e che mi hanno permesso di arrivare dove sono. Il nostro
metodo ci ha portato a capire quali sono i problemi reali che si nascondono
dietro la ristrutturazione di un tetto, e un enorme lavoro
di programmazione giornaliero (degli operai stessi in cantiere) ci ha
insegnato a risolverli. Tutti noi sappiamo che quando il problema
che tu hai viene risolto senza che te ne vengano creati degli altri, sei
già a cavallo! Questo aspetto è uno dei più comuni quando si parla
di ristrutturazioni. Le persone si chiedono spesso se ci saranno altre
“sorprese” una volta iniziato un qualunque lavoro di ristrutturazione.
Ma facciamo un passo alla volta.
Innanzitutto, partendo dal principio, iniziamo a chiarire perché sia
necessario rifare un tetto al giorno d’oggi.
La mia statistica aziendale dice che il 67% delle richieste di preventivo
arriva perché ci sono delle infiltrazioni nell’abitazione e, dopo
aver fatto magari qualche tentativo di riparazione andato a vuoto,
si decide che è venuta ora di metterci mano seriamente. Anche perché,
solitamente, sono passati almeno 25-30 anni dalla costruzione
dell’immobile e quindi è il momento di fare un ragionamento più a
fondo, iniziando magari a pensare al risparmio energetico e a nuovi
sistemi di copertura con tecnologie aggiornate ai giorni d’oggi. Un’altra parte, il 7%, non ha infiltrazioni ma ha dei capitali da investire.
Inizia quindi ad immaginare di terminare dei lavori lasciati indietro
negli anni (magari finire la mansarda lasciata al grezzo quando
si è costruita la casa) e decide di rifare il tetto per rendere la mansarda
abitabile. Inoltre, attualmente è previsto uno sgravio fiscale del 50%
in 10 anni, quindi l’investimento è di sicuro un ritorno nel tempo.
Queste persone ci cercano con la convinzione di trovare un’azienda
che risolva loro i problemi in maniera adeguata e senza ulteriori tensioni
che, sappiamo tutti, come dicevo prima arrivano in presenza di
una ristrutturazione.
Ma quali sono questi problemi di cui sto parlando?
Certamente il problema è quello principale, e cioè l’acqua che filtra in
casa. E noi abbiamo il compito di evitarlo.
L’acqua è in assoluto uno dei problemi maggiori di una struttura:
se è una struttura in legno la può deteriorare in poco tempo, in una
struttura in cemento o mattone può diventare molto fastidiosa perché
può creare pericolose muffe e minare la salute degli abitanti della
casa. Senza considerare poi i lati più veniali del problema: il fattore
estetico. Arrivano i tuoi amici a casa per cena e vedono delle belle
macchie gialle sul tuo soffitto. Una figuraccia.
Ma c’è una domanda che immagino potrebbe venire spontanea da
parte di chi desidera ristrutturare. Quando ho iniziato a ragionare sui
reali problemi di una ristrutturazione di un tetto, la domanda che ho
pensato è stata questa: “Ma davvero Denis c’è bisogno di scrivere un
libro per spiegare che se ristrutturo un tetto poi desidero che non entri
più l’acqua in casa, che i muri siano asciutti e che non voglio la muffa?”
Da qui, mi sono chiesto: “Sono questi i problemi che affliggono il
mio cliente? O c’è qualcos’altro sotto, che può portare il mio cliente
a risolvere magari il problema dell’infiltrazione ma a passare un mese
d’inferno e stress?” Ci ho pensato parecchio, a volte ho dovuto batterci la testa perché
certi processi non nascono da soli ma hanno bisogno di essere testati
e, perché non dirlo, anche di commettere degli errori per poter imparare
da loro. E sono arrivato a dare una risposta diversa da quella che
pensavo alle mie domande, che in realtà non sono altro che le domande
che ogni giorno mi vengono fatte. Perché a volte basta solamente
ascoltare le persone per capire come migliorare.
Quindi, dopo questo preambolo: quali sono i REALI problemi che
tu, quando vorrai rifare il tetto, non vuoi avere?
Io ne ho pensati tre, credo siano i principali anche se ovviamente non
escludo ce ne siano altri, su cui ho basato tutta la mia azienda.

Scanner della ditta:

Partiamo dall’inizio per provare a sviscerare i problemi di cui ti ho
parlato finora. Il punto fondamentale che devi assolutamente tenere
a mente, e che sicuramente ti aiuterà a capire fino in fondo tutto, è
saper valutare le specifiche competenze di tutti gli attori in gioco.
Valutare la specializzazione di ogni operaio dell’impresa a cui affidi i
lavori potrà evitarti ogni scelta sbagliata. Affidare i lavori a una ditta
che ti ha presentato un architetto, un ingegnere, un geometra, un
amico o un parente, o perché hai incontrato il titolare in paese e ti
è sembrato bravo e anche simpatico, potrebbe invece essere uno dei
più grandi errori che commetti.
Questo perché quando poi verrà il momento di fare i lavori, non saranno
la bravura dell’operaio, o magari la simpatia, a fare i lavori
ma saranno i suoi operai i quali, se non sanno cosa stanno facendo
perché specializzati “in tutto”, potranno combinare solamente disastri.
Peggio ancora se, al momento della scelta dell’impresa, dovessi
decidere di affidarti a un’azienda che all’interno ha solamente operai
generici e affida tutte le opere tecniche esternamente. Questi sono i
famosi subappaltatori, o contractor, di cui ti ho parlato nel capitolo
precedente. Come ho scritto prima, il contractor può eseguire i lavori
ma ha bisogno di subappaltare tutto, o quasi, a ditte eterne. I famosi
subappalti. Ora capiamo insieme come vivono e gestiscono il lavoro
queste società.
Qual è lo scopo di un’azienda che lavora in subappalto?
Lo scopo personale di un’azienda che lavora in subappalto, al giorno
d’oggi, è quello di riuscire a generare più utile possibile sul lavoro
che gli affidi. Ciò è fattibile solamente velocizzando tutte le fasi di
lavoro e facendo economia su tutto, dalla manodopera impiegata a
tutti i materiali (anche solo quelli di consumo). Dato che il contractor del lavoro a casa tua fosse eseguita da una ditta
diversa, che ragiona come ho scritto finora. Immagino già che possa
sembrare un’esagerazione quanto scrivo, ma pensiamo alle migliaia
di cause civili che avvengono ogni anno dovute a lavori di ristrutturazione.
Basta una rapida ricerca per trovarle. La maggior parte sono
dovute a problematiche non risolte proprio in queste situazioni. Di
fatto, quindi, con queste poche righe, ho già spiegato perché, se devi
o vuoi rifare il tetto, affidarsi a un’impresa specializzata è già di per sé
una garanzia, in quanto:
• Esegue solo lavori di rifacimento tetti e ti dà delle soluzioni specifiche
per la tua copertura.
• Riesce a garantirti la riuscita dei lavori grazie ai suoi operai, senza
subappaltare a ditte esterne lavorazioni specifiche.
• Ha al proprio interno dei tecnici, degli operai specializzati e dei
manovali specializzati nei rispettivi lavori.
Gli operai dell’azienda non hanno nessun interesse a fare i lavori nel
minor tempo possibile, perché se il primo giorno il lavoro non è fatto
bene il giorno dopo dovrebbero rifarlo loro stessi. Non ci sarebbe il
paracadute del “Mah, lasciamo li… domani metterà apposto qualcun
altro”. E ti garantisco che per un operaio “normale” (intendo un
operaio a cui piace il proprio lavoro, lo fa con gusto e non per portare
a casa lo stipendio) non esiste peggior cosa che fare un lavoro e rifarlo
il giorno dopo. E anche se l’azienda decidesse di subappaltare qualche lavorazione,
per esempio la posa in opera del fotovoltaico (che, essendo proprio
un prodotto diverso rispetto alla copertura del tetto, nella maggior
parte dei casi necessita di un altro fornitore), innanzitutto gli operai
dell’impresa sarebbero sempre presenti durante le lavorazioni, per
coordinare e gestire la lavorazione dei pannelli. Inoltre, quando affidi
i lavori a un’impresa lasci automaticamente all’appaltatore tutte le
responsabilità per qualsiasi problema, danno, difetto. Quindi, in parole
povere, sei tutelato totalmente. Se il lavoro non verrà eseguito a
regola d’arte devi solo chiamare la ditta e sarai rimborsato, o almeno
ti sarà ripristinato il necessario in tempi veramente rapidi.
Cerchiamo di andare ancora più a fondo in quello che è il mio pensiero
riguardo alla manodopera che dev’essere presente in cantiere.
Ho parlato di subappalti e ho parlato di contractor per darti un’idea
su quale dovrebbe essere la tipologia di azienda giusta per te. Ora
arriviamo a un punto importante: vuoi sapere come sono affidati i
lavori di ristrutturazione alle ditte, soprattutto nei paesi piccoli come
i nostri?

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